Sono stati pubblicati i risultati di una ricerca di Altroconsumo sull’affidabilità dei principali siti e-commerce. Nel test sono stati esaminati un centinaio di siti, verificando in modo particolare aspetti a cui spesso il consumatore non presta attenzione, ma che possono fare la differenza in termini di qualità del servizio e diventano fondamentali quando qualcosa va storto: dalla completezza delle informazioni sull’azienda e sul prodotto alle note legali come il diritto di recesso, dalle modalità di pagamento a quelle di consegna o eventuale rimborso. I prodotti che si acquistano online arrivano spesso da altri paesi e questo può rendere più difficile far valere i propri diritti in caso di problemi, specialmente quando le condizioni contrattuali contengono clausole vessatorie.

I cinque siti e-commerce più affidabili secondo Altroconsumo
VotoSitoPlus
98www.cooponline.itLe condizioni generali di vendita sono formulate in modo chiaro ed esaustivo. Non sono presenti clausole vessatorie.
97www.mondadoristore.itIn homepage mette a disposizione diversi canali per contattare il servizio clienti (form online, FAQ, telefono).
96www.decathlon.comOltre alla chiarezza delle condizioni di vendita, presenta una descrizione completa dei prodotti in vendita e dei prezzi.
95www.mediaworld.itPrima ancora di procedere con l’ordine, indica la disponibilità del prodotto e la data di consegna
94www.amazon.itEffettuare il reso e ricevere il rimborso è facile e veloce: basta selezionare l’ordine nell’area personale e seguire la procedura
    *Risultati in base all’analisi dei siti e al numero di feedback degli utilizzatori (giugno/luglio 2019). Giudizio da 0 a 100. La classifica completa è disponibile su www.altroconsumo.it

Fonte: Altronconsumo

È il caso del sito AliExpress, che fa capo al colosso cinese Alibaba: Altroconsumo, con altre organizzazioni di consumatori all’estero, lo ha già segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Tra gli esempi di clausole contrarie alla Normativa Europea e al Codice del consumo, c’è che il foro competente per la risoluzione delle controversie è a Hong Kong, che è impossibile restituire il prodotto entro 14 giorni senza giustificazione e che mancano riferimenti al periodo di garanzia, mentre termini e condizioni spesso sono solo in inglese. In caso di problemi, la risoluzione delle controversie può essere complessa: una volta mandato il reclamo scritto in cui si spiega il motivo del reso e si chiede il rimborso, se la risposta non arriva o è negativa restano due strade: la prima è la procedura di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) da attivare anche presso la Camera di commercio territorialmente competente, la seconda è la procedura di risoluzione delle dispute online (ODR), a cui si accede tramite una piattaforma telematica messa a punto dalla Commissione europea.

“Attivare queste procedure è molto complicato per il consumatore” spiega Franca Scaffeo, avvocato di Altroconsumo, che ricorda la disponibilità per i soci di un servizio di consulenza giuridica.