Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, ha definito le buone prassi che l’intera filiera del commercio digitale deve adottare per fronteggiare questo momento storico di pandemia.

In questo momento di grave crisi sanitaria, il commercio digitale e la logistica rappresentano due aree strategiche fondamentali, perché contribuiscono a limitare lo spostamento delle persone. La salvaguardia della salute di tutti i cittadini è in questo momento la priorità del Paese e occorre poter garantire la gestione in sicurezza di tutte le fasi implicate nel settore del commercio digitale, dai centri di distribuzione ai servizi di logistica e di consegna.

“Le forze impiegate da tanti operatori della GDO e Dot Com sono davvero straordinarie e, in generale, anche se in questa fase non è possibile fare un’analisi accurata, si osserva che l’e-commerce sta crescendo a tripla cifra, con picchi importanti relativamente ai settori dell’alimentare e dell’approvvigionamento domestico – commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm. – L’intera catena del valore sta facendo i conti con una domanda senza precedenti e, di conseguenza, con un aumento di tutte le risorse, dai mezzi di trasporto al personale. Tutti gli operatori delle diverse industrie stanno lavorando al massimo per dare il proprio contributo in questo momento di emergenza sanitaria”. Nella situazione straordinaria che il nostro Paese sta affrontando, spesso ritardi e riprogrammazioni delle consegne non sono determinate dai disservizi dei venditori o degli operatori della logistica: “Ciascun attore della filiera si trova ad affrontare difficoltà oggettive e si sta impegnando incessantemente per ripristinare la piena funzionalità in una evidente situazione di difficoltà, proprio a causa dell’improvviso incremento della domanda e delle complessità che si aggiungono alle operazioni di routine”.

I consumatori possono svolgere un ruolo importante nel rendere sostenibile la filiera: “In queste settimane lo sforzo che si richiede ai consumatori è quello di far sì che anche gli acquisti online diventino più responsabili, e siano guidati da esigenze legate a bisogni essenziali, proprio come vale per le ragioni che ci motivano a uscire di casa. I consumatori, dunque, sono invitati a privilegiare quanto possibile, pur nel rispetto di tutti i settori merceologici, l’acquisto di beni di prima necessità, come la spesa alimentare e i prodotti farmaceutici. In questo modo, si eviterà di rallentare l’attività dei servizi logistici con la consegna di prodotti in questo momento non indispensabili. Allo stesso tempo, la sicurezza dei lavoratori dipendenti deve essere garantita dal datore di lavoro, che ha l’obbligo di adottare in modo rigoroso le misure indicate dalle autorità di tutela e di protezione a favore del personale impiegato che opera all’interno di uffici e magazzini e degli autisti dei mezzi di trasporto.”

Tuttigli attori dell’e-commerce devono quindi avere un comportamento responsabile perché i processi si svolgano con efficienza e sicurezza.

Gli operatori della logistica hanno obblighi in primo luogo nei confronti dei loro dipendenti, per farli lavorare in condizioni di sicurezza, se i loro ruoli non consentono di lavorare da casa, disponendo di dispositivi di protezione individuale e norme chiare di comportamento con colleghi e clienti. Devono nello stesso tempo tenere informati i clienti su consegne ed eventuali ritardi e disservizi.

Analoghe disposizioni valgono per i retailer, che devono anche cercare di privilegiare le consegne dei prodotti di prima necessità e i pagamenti elettronici online, evitando scambio di contanti alla consegna.

Ai clienti, infine, si richiede di facilitare l’applicazione delle norme di sicurezza durante le consegne, di non pretendere pagamenti contrassegno e di limitare a loro volta gli acquisti ai prodotti realmente necessari.