Nike ha registrato nel Q3 (chiuso il 29 Febbraio) ricavi in aumento da 9,6 a 10,1 miliardi di dollari, superando le stime di 9,8 miliardi ipotizzati dal consensus FactSet, grazie a una crescita imprevedibile delle vendite online. Nei tre mesi i profitti netti di Nike sono però scesi da 1,1 miliardi di dollari a 847 milioni: a determinare il calo dei profitti sono stati investimenti chiave per la transizione delle società del marchio Nike in Brasile, Argentina, Cile e Uruguay a partnership di distribuzione e per il marketing esperienziale.

Nike ha attribuito il suo successo alla performance positiva del mercato nordamericano e all’aumento delle vendite online che ha contribuito a compensare il calo delle vendite in Cina, dovuto alla crisi del Coronavirus. “Le vendite online, già una delle maggiori priorità per Nike, – come spiega Bloomberg – sono aumentate del 35% l’anno scorso a 3,8 miliardi di dollari. Nel trimestre in oggetto, sono aumentati ancora più velocemente, con una crescita del 36 per cento”.

Secondo il CEO John Donahoe, la Nike sta già iniziando a riprendersi in Cina. Nel terzo trimestre, l’epidemia di Covid-19 ha portato a un calo del 5% delle vendite nella Grande Cina: è stata la prima volta per la Nike dopo aver registrato una crescita a due cifre per 22 trimestri di fila. Nella sua relazione sugli utili, Nike ha indicato che a febbraio ha chiuso circa il 75% dei suoi negozi nella Cina continentale, mentre gli altri hanno fatto ricorso alla riduzione delle ore di lavoro. L’azienda, tuttavia, ha ora ripreso l’attività nell’80% dei suoi negozi presenti nella Cina continentale, dove le vendite online, secondo Nike, erano aumentate del 30% nel terzo trimestre.

Nike non ha fornito previsioni per il quarto trimestre a causa dell’incertezza causata dalla pandemia, ma sembra fiduciosa che la Cina continentale entrerà nella zona di crescita prima della fine dell’anno.

“Gli ultimi risultati di Nike – continua Bloomberg – non forniscono un quadro completo dell’impatto della pandemia, dal momento che il suo terzo trimestre fiscale arriva solo alla fine di febbraio. Tuttavia, è una delle prime grandi aziende statunitensi a pubblicare i suoi profitti dopo che il virus Covid-19 ha ostacolato le economie di tutto il mondo, imponendo la chiusura di fabbriche e uffici”.