L’epidemia di Covid-19 sta portando a una riduzione di investimenti pubblicitari sui social network: prima da Twitter e poi da Facebook è arrivata l’indicazione che aziende e privati stanno spendendo meno in pubblicità. Molti investitori hanno congelato l’utilizzo dei budget pubblicitari a causa dell’incertezza creata dalla pandemia o in seguito alla temporanea chiusura delle attività legata alle misure di contenimento adottate prima in Cina, poi in diversi Paesi europei, negli Stati Uniti e in India.

Anche se, tra gennaio e marzo, è cresciuta l’utenza di Facebook, l’incremento di traffico non è bastato a bilanciare la contrazione degli investimenti. “Non monetizziamo molti dei servizi, anche se osserviamo crescenti interazioni – ha dichiarato l’azienda – e abbiamo notato un indebolimento delle nostre attività pubblicitarie nei Paesi che stanno predisponendo azioni aggressive contro la diffusione del Covid-19”.

Nel mese di marzo, ha fatto sapere Facebook, lo scambio di messaggi su Messenger, Instagram e Whatsapp è aumentato di oltre il 50% rispetto ai livelli di febbraio, mentre in Italia il tempo trascorso nell’utilizzo delle diverse app è cresciuto addirittura del 70%. Molti, per rimanere in contatto con amici e colleghi, hanno fatto ricorso, spesso per la prima volta, alle chiamate di gruppo: a marzo quelle da tre o più partecipanti sono aumentate di dieci volte.

Facebook è attivamente impegnata nella diffusione di informazioni corrette sul coronavirus, oltre che in iniziative di supporto alle aziende e alle organizzazioni sanitarie. Su Facebook è stato attivato una sezione che appare nel News Feed in cui vengono raccolte notizie e approfondimenti di fonti attendibili, mentre per Whatsapp è stato creato un portale online di informazioni.

Anche per Instagram sono previsti alcuni cambiamenti, come l’aggiunta di risorse educational nella sezione “Esplora” di Instagram, l’aggiunta di sticker che evidenziano i contenuti attendibili, la rimozione di account che danno consigli medici sul Covid19 (a meno che non appartengano ad un’organizzazione sanitaria riconosciuta), l’estensione a un maggior numeri di Paesi degli sticker per le donazioni. Se l’utente fa una ricerca su Coronavirus o Covid-19, viene visualizzato un messaggio con un link a pagine dell’Oms o dei Ministeri della Salute locali.