Obag punta sul digitale e sull’interconnessione tra canale offline e online; incrementare l’omnicanalità era una strategia che il marchio italiano di accessori componibili aveva già in programma e che, con il lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19, ha subito una decisa accelerazione.

Obag ha circa 420 negozi monomarca; attualmente sono tutti chiusi per la pandemia, ad eccezione di quelli in Cina e nella Repubblica Ceca. Il brand ha perciò deciso di sperimentare la via dell’e-branding e ha lanciato l’iniziativa O bag Live Collection, cioè un’esperienza di shopping che coinvolge i consumatori sia tramite dirette sulle pagine Instagram e Facebook del marchio, per presentare le collezioni, sia tramite slot di video-call prenotabili online, con un contatto one-to-one tra personal shopper e cliente. Durante la call i clienti possono ricevere un servizio personalizzato di ricerca degli accessori, per poi procedere all’acquisto.

In Cina questo servizio funziona tramite WeChat, in Italia si pensa a diversi canali, dai social a Whatsapp per le video call.

La strategia potrebbe rivelarsi utile anche durante la riapertura dei negozi, quando si prevede che, per paura dei contagi, il traffico sarà comunque basso; il punto vendita potrebbe allora diventare il luogo in cui passare per ritirare i prodotti comprati online o per confermare un acquisto, oltre che un magazzino da cui fare partire le spedizioni.

In ogni caso, l’attuale situazione di chiusura forzata porterà a un inevitabile calo delle vendite. L’azienda, dagli oltre 64 milioni di euro nel 2019, di cui circa il 10% generato dalla parte digitale, stima, per l’anno in corso, una contrazione del giro d’affari di circa il 40%. Tra i motivi di incertezza sul futuro, c’è il fatto che molti dei negozi in Italia sono all’interno dei centri commerciali, e nulla è ancora stato definito sulla loro riapertura.